Una racchetta e una Rolls-Royce gialla. Storia di Vitas Gerulaitis (e di un tennis che non c'è più)

Riferimento: 9791298613911

Editore: Effepidue Edizioni
Autore: Farro Pietro
Collana: Tie-break
In commercio dal: 01 Ottobre 2026
Pagine: 153 p., Libro in brossura
EAN: 9791298613911
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Descrizione

Vincitore dell'Australian Open nel 1977 e delle WCT Finals nel 1978, finalista agli US Open 1979, al Roland Garros 1980 e alle edizioni 1979 e 1981 del Masters Grand Prix, ha raggiunto la sua miglior classifica in singolare di numero 3 ATP nel 1978. Vitas Gerulaitis non è stato il più forte tennista di tutti i tempi e nemmeno il migliore della sua epoca. Per dirla con Rino Tommasi è stato il «primo dei secondi», dopo Borg, Connors e McEnroe. Però - oltre che un campione in grado di giocare un tennis completo e spettacolare su tutte le superfici - Gerulaitis è stato uno dei più grandi personaggi della storia del tennis. Inizialmente circondato dalla leggenda, totalmente infondata, di essere nato ricco è poi diventato celebre per il suo stile di vita da viveur, per la generosità, il carisma e il senso dell'ironia. Adorava le belle donne, il rock, i locali notturni, le auto di lusso e il cibo gourmet (e sì, gli piaceva anche quella maledetta polvere bianca, che tanti guai gli ha provocato). Amava esplorare mondi diversi dallo sport, pertanto tra i suoi amici si annoverano personaggi come Bacharach e Capote, Warhol e Asimov, tanto per citarne alcuni. Ma, di pari passo, non ha mai dimenticato la necessità di restituire qualcosa di quel che la vita gli aveva dato. Così è stato il primo tennista a istituire una fondazione benefica e andava personalmente, spesso in compagnia di altri campioni, a insegnare tennis ai bambini nei campi pubblici, regalando anche migliaia di racchette. A quarant'anni, finalmente liberatosi dalla polvere bianca, morì improvvisamente per le esalazioni di una stufa difettosa. Di sé disse: «Se fossi bravo in campo quanto lo sono fuori, sarei già il numero uno».