Pane e sangue. Fabbrica e condizione operaia nella narrativa italiana contemporanea

Riferimento: 9788835188520

Editore: Franco Angeli
Autore: Palladini Irene
Collana: Metodi e prospettive. Studi di linguistica, filologia, letteratu
In commercio dal: 24 Giugno 2026
Pagine: 256 p., Libro in brossura
EAN: 9788835188520
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Descrizione

Il volume si configura come una ricognizione critica di scritture tese a interrogare la condizione operaia e la realtà della fabbrica, situate nel complesso di precise dinamiche storiche e sociali. Dai prodromi di narrazioni operaie, l'analisi approda, attraverso le voci imprescindibili di Davì, Ottieri, Volponi, Balestrini, Di Ciaula, Rea, tra gli altri, alle più recenti prove di scrittura working class. A emergere, ben oltre la campionatura, è un increspato affresco di radicali mutamenti economici, politici, culturali, che investono la realtà, e la storia, del nostro Paese. Infatti, dall'orgoglio dell'aristocrazia operaia, sino al fenomeno delle dismissioni e delle dimissioni, la rappresentazione di vite al tornio e alla fresa - specola privilegiata per una più vasta, e problematica, interpretazione delle cose - si fa storia di lotte e rivendicazioni, di infortuni e morti sul lavoro, di pane e sangue, appunto. Dalle pagine emerge, in tutta evidenza, come la valenza emancipativa trascolori presto nella fiera denuncia dello sfruttamento e dell'alienazione più mortificanti, in un contesto di permanenti ingiustizie economiche e sociali. A imprimere forza d'urto alle testimonianze degli autori esaminati è, inoltre, l'urgenza di una pronuncia mai accomodante e l'elevato coefficiente di libera invenzione creativa. E l'istanza di radicale rinnovamento che sostanzia la parola è più di una patente di impegno: è necessità irrinunciabile per potere esistere (e resistere) nel tempo, sempre sotto il segno delle rose. Lo studio è corredato di una serie di colloqui con autori che hanno sondato la costellazione della fabbrica narrata, e non di rado vissuta sulla propria pelle. L'apparato, nient'affatto marginale, concorre a consolidare talune acquisizioni e a dischiudere ulteriori prospettive di riflessione e ricerca.