«Per noi a eternità drita è la strada». Studio storico-linguistico dell'Ordine de le imbandisone se hanno a dare a cena (1489)

Riferimento: 9788835173212

Editore: Franco Angeli
Autore: Felicani E. (cur.)
Collana: Vulgare latium. Lingua testi storia
In commercio dal: 14 Aprile 2026
Pagine: 264 p., Libro in brossura
EAN: 9788835173212
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Descrizione

La sera del 25 gennaio del 1489, nel castello di Tortona, il feudatario Bergonzio Botta offre un banchetto che senz'altro si può dire straordinario per le pietanze proposte e per l'organizzazione messa in atto. La festa, voluta da Ludovico il Moro e forse progettata da Leonardo da Vinci, accoglie due sfarzosi cortei: da Napoli proviene la diciassettenne Isabella d'Aragona, da Milano il ventenne Gian Galeazzo Sforza, suo promesso sposo. Sono poche e lacunose le testimonianze dell'evento: accanto alla dettagliata e colorita cronaca latina di Tristano Calco, nel 1982 il mercato dell'antiquariato librario ha restituito un prezioso incunabolo, l'Ordine de le imbandisone se hanno a dare a cena, un testo poetico in cui sono presentate le portate offerte durante il banchetto di Tortona, ciascuna delle quali viene introdotta in scena dalla voce di personaggi mitologici. Il poemetto, che Ugo Rozzo ha attribuito a Baldassare Taccone, presenta una dipendenza strettissima dalle Metamorfosi di Ovidio e al contempo non manca di offrire rimandi alla tradizione volgare (Dante, Petrarca), agli autori coevi (Niccolò da Correggio, Gaspare Visconti) come alle fonti erudite (la Storia naturale di Plinio, la Roma Triumphans di Flavio Biondo). Il libro affronta in chiave storico-linguistica il testo, osservandolo come centro prospettico di un intreccio di tensioni politiche, culturali, letterarie, con uno sguardo che tiene conto della storia delle corti, delle abitudini gastronomiche e teatrali, e soprattutto della componente espressiva che offre un punto di vista inedito sull'opera.